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ApprofondimentoTema sensibile: pubblicazione con revisione

Fare impresa in Italia

Partita IVA all'Agenzia delle Entrate per i professionisti; per le imprese la Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, che avvisa anche Agenzia, INPS, INAIL e SUAP. Forme principali: ditta individuale, SNC/SAS, SRL e SRLS, SPA. PEC obbligatoria, diritto annuale, fattura elettronica. Incentivi Invitalia; i non UE hanno bisogno di un permesso per lavoro autonomo o del visto investitori.

Sezioni: Avvio · Autorizzazioni · Professioni · Incubatori · Incentivi verificati

Informazione nazionale valida come quadro generale, tratta dalla scheda di Italia. Approfondisci

Lavoro autonomo e partita IVA

Chi esercita in modo abituale un'attività professionale o d'impresa apre la partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate indicando il codice ATECO dell'attività. Per le imprese la richiesta di codice fiscale e partita IVA è compresa nella Comunicazione Unica al Registro delle Imprese, la pratica telematica che assolve in un solo invio gli adempimenti verso Camera di Commercio, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL e, se necessaria, trasmette la SCIA al SUAP del Comune. I nomadi digitali con il permesso dedicato devono chiedere la partita IVA ai sensi dell'art. 35 del DPR 633/1972.

Per la previdenza, i professionisti senza una cassa di categoria si iscrivono alla Gestione separata INPS; artigiani e commercianti alle gestioni INPS corrispondenti; chi è iscritto a un albo versa alla propria cassa professionale. Chi rientra nei requisiti può scegliere il regime forfettario (si veda la scheda Denaro e fiscalità). La fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, compresi i forfettari, dal 1° gennaio 2024 (decreto-legge 36/2022, art. 18).

Le professioni regolamentate (sanitarie, legali, tecniche e altre) richiedono l'iscrizione all'albo e, per i titoli esteri, il riconoscimento. Per i titoli ottenuti nell'Unione vale la direttiva sulle qualifiche professionali: l'autorità italiana decide entro tre mesi dai documenti completi, non può esigere traduzioni giurate e per alcune professioni esiste la tessera professionale europea; i titoli non UE seguono le regole nazionali. La banca dati UE delle professioni regolamentate dice se una professione è regolamentata in Italia; il Ministero dell'Università, tramite CIMEA, rilascia attestati di comparabilità dei titoli accademici.

Forme giuridiche più usate. Le regole sono nel codice civile; il Registro delle Imprese rinvia alla Camera di Commercio territoriale per gli adempimenti e i costi.
FormaCaratteristicheCostituzione
Ditta individualeUn solo titolare, che risponde illimitatamente con il proprio patrimonio; la forma più semplice per artigiani, commercianti e piccole attivitàComunicazione Unica al Registro delle Imprese, senza notaio
Società di persone (SNC, SAS)Più soci; nella SNC tutti rispondono illimitatamente, nella SAS gli accomandanti rispondono solo per la quota conferitaAtto notarile e iscrizione al Registro delle Imprese
SRL e SRL semplificataResponsabilità limitata al capitale conferito; la SRL semplificata è riservata a persone fisiche, usa uno statuto standard non modificabile e un capitale ridotto, con costi di costituzione inferioriAtto pubblico davanti al notaio; iscrizione al Registro delle Imprese
SPACapitale diviso in azioni, organi societari più articolati; adatta a imprese di maggiori dimensioni o che cercano investitoriAtto pubblico, capitale minimo fissato dal codice civile

Adempimenti dopo la costituzione

Tutte le imprese, individuali e societarie, devono comunicare al Registro delle Imprese il proprio domicilio digitale (indirizzo PEC): in caso di omissione la Camera di Commercio ne assegna uno d'ufficio e applica la sanzione, raddoppiata per le società e triplicata per le imprese individuali (art. 37 del decreto-legge 76/2020). Le attività soggette a controllo (commercio, somministrazione, artigianato, servizi alla persona e altre) iniziano con la SCIA al SUAP del Comune, presentata tramite il portale impresainungiorno.gov.it, anche insieme alla Comunicazione Unica. Ogni anno le imprese iscritte versano alla Camera di Commercio il diritto annuale, il cui importo si calcola sul portale dedicato.

Le società di capitali costituite da non più di 60 mesi che sviluppano, producono o vendono prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico possono iscriversi alla sezione speciale del Registro delle Imprese come startup innovative: valore della produzione annuo non superiore a 5 milioni di euro dal secondo anno, nessuna distribuzione di utili, oggetto sociale esclusivo o prevalente innovativo, nessuna derivazione da fusione, scissione o cessione d'azienda. I benefici comprendono costi di costituzione ridotti, flessibilità societaria, strumenti finanziari per i collaboratori, credito d'imposta per ricerca e sviluppo, raccolta tramite portali di crowdfunding e agevolazioni fiscali per chi investe. Una recente modifica normativa ha introdotto nuovi requisiti validi dal terzo anno di iscrizione: il portale delle startup segnala che l'aggiornamento delle schede è in corso.

  • Resto al Sud 2.0 (Invitalia, attivo dal 15 ottobre 2025): per giovani tra 18 e 35 anni non compiuti inattivi, inoccupati o disoccupati, oltre a disoccupati del programma GOL e lavoratori a basso reddito, che avviano un'attività di autoimpiego o libero-professionale in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, in tutti i settori tranne agricoltura, pesca e acquacoltura. Prevede un voucher a fondo perduto fino a 40.000 euro (50.000 in alcuni casi) e contributi a fondo perduto del 75 per cento per programmi fino a 120.000 euro e del 70 per cento tra 120.000 e 200.000 euro; domande online a sportello, esaminate entro 90 giorni. Finanziato dal Programma nazionale Giovani, donne e lavoro FSE+ 2021-2027.
  • Smart&Start Italia (Invitalia, attivo, a sportello): per startup innovative di piccola dimensione costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale, anche con fondatori stranieri titolari di startup visa. Finanziamento a tasso zero dell'80 per cento delle spese ammissibili (90 per cento per compagini interamente femminili o under 36) per progetti tra 100.000 euro e 1,5 milioni, con un contributo a fondo perduto del 30 per cento per le startup del Centro-Sud; istruttoria entro 60 giorni.
  • Resto al Sud (versione originaria) è chiuso dal 14 ottobre 2025; sulle pagine Invitalia sono indicati anche ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero e Autoimpiego Centro-Nord, con condizioni che cambiano nel tempo.
  • ZES unica Mezzogiorno: credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nelle regioni del Sud, con regole e percentuali fissate anno per anno e gestito tramite comunicazione all'Agenzia delle Entrate; le condizioni aggiornate sono sulle pagine ufficiali dell'Agenzia e della Struttura di missione ZES.

Stranieri che fanno impresa e prime assunzioni

I cittadini UE, SEE e svizzeri avviano un'attività alle stesse condizioni degli italiani. I cittadini non UE hanno bisogno di un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo: il visto per lavoro autonomo (art. 26 TUI) richiede che l'attività non sia riservata per legge agli italiani o ai cittadini UE, risorse adeguate, i requisiti per esercitarla, un alloggio idoneo e un reddito superiore al minimo per l'esenzione dal ticket sanitario, ed è rilasciato nei limiti numerici del decreto flussi, con decisione entro 120 giorni; se altri permessi già posseduti consentano il lavoro autonomo va verificato con la questura. In alternativa esiste il Visto Investitori per l'Italia, di durata biennale, per chi investe 2 milioni di euro in titoli di Stato, 500.000 euro in una società di capitali italiana, 250.000 euro in una startup innovativa o 1 milione di euro in un'iniziativa filantropica: la domanda si presenta sulla piattaforma del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che rilascia il nulla osta prima del visto (programma sospeso per i cittadini russi e bielorussi).

Chi assume applica il contratto collettivo nazionale (CCNL) del settore, si registra come datore di lavoro presso l'INPS, assicura i dipendenti all'INAIL versando ogni anno il premio e comunica per via telematica al Ministero del Lavoro l'avvio, le variazioni e la cessazione di ogni rapporto (comunicazione obbligatoria UNILAV), che il sistema rende disponibile agli altri enti. Quasi tutte le piccole imprese affidano buste paga e pratiche a un consulente del lavoro o al commercialista.

Serve il notaio per aprire un'attività?

No per la ditta individuale e per la partita IVA da professionista, che si aprono con la Comunicazione Unica o direttamente all'Agenzia delle Entrate. Sì per costituire una società (di persone o di capitali): l'atto costitutivo è un atto notarile; la SRL semplificata usa un modello standard che riduce i costi.

Posso avere dipendenti nel regime forfettario?

Sì, purché le spese per lavoro dipendente e accessorio non superino 20.000 euro lordi l'anno (legge 190/2014, art. 1, comma 54, lettera b).

La PEC è davvero obbligatoria?

Sì, per tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese, individuali e societarie: chi non comunica il domicilio digitale riceve un indirizzo assegnato d'ufficio e una sanzione (art. 37 del decreto-legge 76/2020).

Il mio titolo di studio estero vale per lavorare in Italia?

Dipende dalla professione. Se è regolamentata (verifica nella banca dati UE), serve il riconoscimento della qualifica: per i titoli UE la decisione arriva entro tre mesi dai documenti completi; per i titoli non UE si applicano le regole nazionali. Per le professioni non regolamentate il titolo si fa valere direttamente, eventualmente con un attestato di comparabilità CIMEA.

Devo emettere la fattura elettronica anche se sono forfettario?

Sì: dal 1° gennaio 2024 l'obbligo di fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio riguarda tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi (decreto-legge 36/2022, art. 18).

Requisiti, incentivi, importi e scadenze cambiano con la legge di bilancio e con i bandi: le misure Invitalia aprono e chiudono nel corso dell'anno. Verifica sempre sulle pagine ufficiali citate, con la Camera di Commercio e con un commercialista o consulente del lavoro prima di costituire un'impresa o assumere. Questa scheda descrive il quadro generale e non valuta casi individuali.

Fonti

Registro Imprese – Comunicazione Unica d'Impresa· Camere di Commercio – InfoCamere

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 – Regime forfetario (testo vigente)· Normattiva – Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

impresainungiorno.gov.it – portale SUAP (SCIA, avvio attività)· Unioncamere – ANCI – Ministero delle Imprese e del Made in Italy

Aggiornato: 2026-10-14

Diritto annuale – portale delle Camere di Commercio· Camere di Commercio – InfoCamere

Aggiornato: 2026-10-14

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Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

D.Lgs. 286/1998, art. 26 – Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo· Normattiva – Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato

Aggiornato: 2026-10-14

Aggiornato: 2026-10-14

Revisione: 20/10/2026 · a cura di piero.avolio · rev. 1 · Periodo: → 2027-04-30

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