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Approfondimento

Andare in pensione in Italia

I pensionati non UE entrano con il visto per residenza elettiva, i pensionati UE con la libera circolazione; la sanità pubblica è accessibile con iscrizione obbligatoria o volontaria. Regime opzionale del 7% sui redditi esteri per chi si trasferisce in piccoli comuni del Sud. Case economiche nei borghi, servizi concentrati nelle città.

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Informazione nazionale valida come quadro generale, tratta dalla scheda di Italia. Approfondisci

Ingresso e residenza

I cittadini UE possono stabilirsi in Italia da pensionati con la sola iscrizione anagrafica, dimostrando risorse sufficienti e copertura sanitaria. I cittadini non UE con redditi da pensione o patrimonio possono chiedere il visto per residenza elettiva, che non consente di lavorare e richiede un alloggio e un reddito passivo minimo definiti dalle rappresentanze consolari; i requisiti e la procedura sono descritti nella sezione Ingresso e permessi. In entrambi i casi la residenza fiscale italiana scatta se si trascorre in Italia la maggior parte dell'anno, con conseguenze sulla tassazione della pensione estera regolate dalle convenzioni contro le doppie imposizioni.

Sanità

Per l'assistenza sanitaria i pensionati di altri Paesi UE che ricevono la pensione dal Paese d'origine si iscrivono al Servizio sanitario nazionale con il modulo S1 rilasciato dal loro ente, a carico del Paese di provenienza. I cittadini non UE con residenza elettiva non hanno diritto all'iscrizione obbligatoria e scelgono tra l'iscrizione volontaria al SSN, con un contributo annuale calcolato sul reddito e fissato a livello nazionale con minimi e massimi, e un'assicurazione privata valida in Italia; la copertura è richiesta già per il visto. L'iscrizione volontaria dà pieno accesso a medico di base, specialisti e ospedali con il pagamento dei ticket. Chi raggiunge la residenza di lungo periodo passa al regime ordinario. I dettagli sono nella sezione Salute.

Il regime del 7% per i pensionati esteri

Dal 2019 i titolari di pensione erogata da un ente estero che non siano stati residenti fiscali in Italia nei cinque anni precedenti e che trasferiscono la residenza in un comune con popolazione non superiore alla soglia fissata dall'art. 24-ter TUIR (30.000 abitanti nel testo che Normattiva indica in vigore dal 7 aprile al 31 dicembre 2026: per gli anni successivi va verificata) in Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise o Puglia (oltre ad alcuni comuni colpiti da terremoti) possono optare per un'imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi di fonte estera, per il periodo di validità dell'opzione fissato dall'art. 24-ter TUIR (nel testo vigente, i nove periodi d'imposta successivi a quello di esercizio). L'opzione si esercita nella dichiarazione dei redditi, può essere revocata e decade se vengono a mancare i requisiti o se ci si trasferisce in un comune non ammesso; l'Agenzia delle Entrate ha chiarito i dettagli in provvedimenti e circolari. Il regime esclude i redditi italiani, che restano tassati in via ordinaria, e va valutato con un professionista rispetto alla convenzione fiscale del Paese d'origine.

Dove vivere e servizi per anziani

I pensionati stranieri si concentrano in Toscana, Umbria, Marche, Liguria, nei laghi lombardi e, più di recente, in Puglia, Sicilia, Abruzzo e Sardegna, dove i prezzi degli immobili nei borghi interni sono una frazione di quelli delle città. La contropartita è la distanza dai servizi: ospedali, specialisti e trasporti pubblici si concentrano nei capoluoghi, e nei piccoli comuni l'auto è indispensabile. Il clima influenza la scelta: le coste del Centro-Sud e le isole hanno inverni miti ma estati sempre più calde, la pianura padana inverni nebbiosi e umidi, le colline toscane e umbre una via di mezzo con inverni freddi in altura. I servizi comunali per anziani (assistenza domiciliare, centri diurni, trasporto sociale) esistono ovunque ma con qualità molto variabile; le residenze sanitarie assistenziali (RSA) sono a pagamento con quota sanitaria a carico della regione e liste d'attesa.

Fonti

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