Clima e rischi naturali
Clima mediterraneo sulla costa, più fresco e nevoso in Irpinia e nel Sannio. La Campania ha due vulcani attivi abitati: il Vesuvio (zona rossa di 25 comuni) e i Campi Flegrei, in crisi bradisismica dal 2023 con terremoti fino a magnitudo 4,6. Zona sismica 1 in Irpinia (terremoto del 1980). Frane e alluvioni (Sarno 1998, Ischia 2022).
Sezioni: Stagioni · Piogge · Temperature · Qualità dell'aria · Rischi ambientali
Napoli e la costa hanno inverni miti e piovosi ed estati calde, con ondate di calore e notti tropicali in aumento; lo scirocco porta umidità e sabbia. Le isole e le costiere godono di un clima più ventilato. L'interno è diverso: Avellino, Benevento e soprattutto l'alta Irpinia (Montevergine, Laceno) hanno inverni freddi con neve, e il Matese casertano è montano. La Piana campana e l'Agro nocerino hanno estati afose. I dati climatici in questa scheda si riferiscono al capoluogo.
Rischio vulcanico
Il Vesuvio è un vulcano attivo quiescente dal 1944: la Protezione Civile ha definito una zona rossa di 25 comuni delle province di Napoli e Salerno, più parti di Napoli, Nola e Pomigliano, da evacuare preventivamente in caso di allarme, e una zona gialla di 63 comuni esposta alla caduta di cenere. I Campi Flegrei (Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, quartieri occidentali di Napoli) sono una caldera attiva soggetta a bradisismo: il sollevamento del suolo in corso dal 2005 si è accompagnato a una sismicità crescente dal 2023, con scosse fino a magnitudo 4,6 e oltre 150 cm di sollevamento cumulato; il livello di allerta è giallo e un piano di evacuazione definisce una zona rossa. L'INGV-Osservatorio Vesuviano pubblica bollettini settimanali. Ischia ha subito un terremoto a Casamicciola il 21 agosto 2017 e una frana il 26 novembre 2022.
Rischio sismico e idrogeologico
L'Irpinia e il Sannio sono in zona sismica 1: il terremoto del 23 novembre 1980 (magnitudo 6,9) distrusse decine di paesi tra Avellino, Salerno e Potenza e fu uno dei più gravi del Novecento italiano. L'area napoletana e la costa sono in zona 2, con rischio aggravato dalla densità edilizia e dall'abusivismo. Le colate di fango di Sarno e Quindici del maggio 1998 e le frane di Ischia mostrano la vulnerabilità dei versanti; la Costiera amalfitana è soggetta a crolli e chiusure stradali. L'area tra Napoli e Caserta nota come Terra dei Fuochi è oggetto di monitoraggio sanitario e ambientale ufficiale per i rifiuti interrati e i roghi.
Dato assente: temp_jan_avg, temp_jul_avg, rain_days_year, air_pm10_days_over_limit
Fonti
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Aggiornato: 2026-10-14
Revisione: 20/10/2026 · a cura di piero.avolio · rev. 1 · Periodo: → 2027-10-31
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